La Scala del RE

Dicono di noi..

Ripresa Anno Scolastico
31/08/2007

 
Ed eccoci di nuovo qui!!! Siamo pronti a ripartire?
Durante questa “strana” estate ci siamo rilassati e ricaricati?
E la nostra musica ci ha tenuto compagnia o l’ abbiamo dimenticata dietro la porta di un po’ di pigrizia?
Ma ormai le vacanze sono finite e magari qualcuno all’ inizio dovrà “sgranchirsi” le dita o “rischiararsi” la voce ma l’ importante è che tutti credano nuovamente in questo viaggio musicale, dove condividere note ed emozioni!
Riprendiamo, quindi, tra le mani il nostro strumento, mettiamoci in ascolto della musica che abbiamo dentro e suoniamo: chitarra, basso, batteria, tastiera, voce…e suoniamo…
E se qualcuno ha qualche dubbio provi a pensare a cosa sente quando suona…io provo delle emozioni che non riuscirei ad esprimere se non attraverso le note e la musica…la tecnica mi aiuta ad apprendere meglio questo meraviglioso linguaggio!!!
Un bimbo impara ad esprimersi prima con il pianto e poi con le parole; man mano che cresce e acquisisce più vocaboli, il pianto come modalità espressiva diminuisce…
Le emozioni intrappolate dentro di noi proviamo ad affidarle a una, due tre note…una melodia che diventa comunicazione e quel bimbo che ognuno di noi ha dentro imparerà un nuovo modo comunicare ciò che con le parole non riesce ad esprimere…con le parole no, ma con la sua musica sì…

Se non   riuscite a rinunciare a tutto questo siete pronti per ripartire…il 17 ricominciano le lezioni…un anno di musica…e di emozioni!!!!

Francesca Oberti

 

Articolo sul Saggio
21/06/2007

 
Il saggio di una scuola di musica ha di per sè una carica emotiva che difficilmente non viene avvertita dal pubblico. Ma ciò che si respirava mercoledì sera in un pprato dell' Albarosa, che ha ospitato il saggio della scuola di Musica di Piozzo, "La scala del Re", era qualcosa che andava aldilà dell' emozione trasportata da una canzone.
Giovani e meno giovani, studenti di chitarra, di basso, di batteria, di tastiera e di canto, tutti insieme sopra un palco, sotto i riflettori, con il loro strumento tra le mani, alla ricerca dell' equilibrio tra emozione e tecnica musicale.
Alcuni per la prima volta su un palco, altri più veterani, ma sicuramente non meno emozionati, per dimostrare, prima di tutto a se stessi, che nell 'anno trascorso hanno studiato, si sono impegnati, hanno reagito a scoraggiamenti più che normali e alle difficoltà dell' apprendimento, per arrivare proprio lì su quel palco, con quello strumento che ha suonato dentro di loro ogni giorno e che un po' li ha cambiati e fatti crescere.
Come è stato ricordato all' inizio del concerto, nessuno di loro è un professionista, ma un musicista, oltre che imparare la tecnica per eseguire un brano in modo perfett, deve saper trasmettere un' emozione, attingendo dalla musica che sente dentro.Un musicista che non ascolta la musica che ha nell' anima non potrà mai provare la magia di trasmettere un' emozione, magari alla persona seduta nell' ultima fila, che non riesce a guardarlo in faccia ma che grazie alla sua musica, può leggerli l' emozione che sente dentro!
Oltre alla tecnica musicale, è questo che insegnano alla scuola di musica "La scala del re" di Piozzo ! E forse questa è la materia e l' esame più difficile, esame che avviene proprio lì su quel palco.....ogni volta che ci sali!!!

Francesca Oberti

 

Una nota in più... Un album speciale fatto da persone speciali

«Basta una nota in più per essere felici»... Ecco perché i ragazzi della Cooperativa Sociale Il Ramo (tutte persone con disabilità fisica e intellettiva) hanno deciso di incidere nientemeno che un disco tutto loro, intitolandolo, appunto, «Una nota in più».

L'Album, contenente 9 canzoni interamente realizzate dai giovani della cooperativa, è stato inciso a Piozzo (CN) presso la scuola di musica La Scala del Re e prodotto dall'Associazione Culturale Baladin. 2000 copie sono già uscite in allegato alla rivista BackMusica.

I brani, che si ispirano alle melodie della musica leggera italiana, raccontano con ingenuità e freschezza la quotidianità e i ricordi dei ragazzi de Il Ramo: si va da una poesia dedicata ad un'educatrice, «Dayna», al racconto di un viaggio, «La Vacanza», allo struggente augurio di «Buon Compleanno» a tutte le persone che sanno accogliere. Non mancano, infine, le "scaramucce amorose" in «Amore litigarello». I pezzi sono stati curati (anche nella fase di post-produzione) da Marco Biaritz.

Il progetto musicale è partito da un piccolo gruppo di persone, frequentanti il Centro Diurno Santa Chiara di Fossano. Si è, poi, allargato ad altre strutture: La Goccia di Trinità (CN), che ospita ragazzi con disabilità, ed il Centro per Anziani Giovanni Paolo II di Cussanio (CN). Alla fine il laboratorio è arrivato a coinvolgere quaranta ragazzi per quattro giorni alla settimana, accompagnati da educatori e volontari. È così, dopo un anno e mezzo di prove di canto, lezioni con gli strumenti, stesura di testi e registrazioni, si è arrivati all'incisione del cd.

I ragazzi di «Una nota in più» hanno anche intrapreso una tournee per far conoscere l'album: il loro primo concerto si è tenuto a Piozzo lo scorso 28 febbraio, presso il Pub Le Baladin di Teo Musso, noto produttore dell'artigianale «Birra Baladin». L'evento ha riempito il locale, tanto che al termine lo stesso Teo (da anni sostenitore de La Scala del Re) ha detto: «Questa è un'esperienza da far venire la pelle d'oca».

Ora, dopo il successo ottenuto sul palco e dopo il buon risultato del loro album, i ragazzi de Il Ramo hanno deciso di continuare con nuovi progetti, sempre in collaborazione con la scuola di musica La Scala del Re... Non resta che augurargli un grande "in bocca al lupo".

Per InformadisAbile
Davide Prette

 

CD Una nota in piuUna nota in più? Perché sette non gli bastavano!». Ride di gusto il mio vicino di tavolo, senza rendersi conto di aver appena sfornato la battuta più brutta della storia, mentre manda giù un altro sorso della bionda che gli sta davanti. «E poi questi che suonano stasera sembrano davvero gente strana, Teo deve essere uscito di testa per chiamarli nel suo locale!». In effetti, quest'anno, la prima serata di concerti del mercoledì (28 febbraio) al Pub Le Baladin di Piozzo in provincia di Cuneo, qualche particolarità sembra avercela e di certo non sta, come crede il simpaticone seduto accanto a me, nel nome della bando. Quando mi hanno contattato, dicendomi che si sarebbe esibito un gruppo con ragazzi disabili psico-fisici in un famoso pub e che avevano pure inciso un disco, mi aspettavo di trovare un complesso normale affiancato da qualche "matto" (il termine non è certo politically correct, ma è sicuramente il più affettuoso), che una volta ogni tanto, durante le canzoni, dava un colpo al tamburello o stonava qualche strofa incerta. Già così mi pareva un progetto coraggioso: suonare in pubblico può essere davvero denigrante, soprattutto considerando l'impietosità di cui è capace la gente. Ma la realtà delle cose è andata molto più in là di ciò che riesco a definire coraggioso: infatti, suonano e cantano loro! I ragazzi della cooperativa sociale Il Ramo - accompagnati da qualche educatore, certo - sono proprio loro ad avere gli strumenti in mano ed i microfoni davanti alla bocca. Il locale è al completo, un centinaio di persone e forse qualcuna in più, tanti giovani, camerieri con i vassoi pieni si divincolano fra i tavoli. Più mi guardo intorno e più mi chiedo a chi possa essere venuta un'idea del genere, se dovessi scommettere punterei tutto sul fiasco garantito.
Disco Una Nota in PiuSi comincia: Michelangelo raggiunge barcollando il microfono e presenta tutta la band, le parole incespicano ma sono una carica di energia, si capisce chiaramente che a tradirlo è la muscolatura e non certo l'emozione. Quando conclude, tre colpi sul piatto della batteria e parte il primo pezzo. Subito mi rendo conto che avrei perso la scommessa: dalle casse infatti esce nient'altro che buona musica; orecchiabile, ben eseguita e davvero coinvolgente. Sembra incredibile che siano riusciti a raggiungere questo livello, che disabilità tra loro così diverse, e in molti casi anche gravi, abbiano portato ad un risultato tanto fine e coordinato.

D'altronde non si tratta di improvvisazione. La serata è il coronamento di un progetto musicale che la cooperativa porta avanti da un anno e mezzo in collaborazione con la Scuola di musica La scala del Re. Si è partiti con un piccolo gruppo dal Centro diurno Santa Chiara di Fossano, per poi allargare ad altre strutture: La Goccia che ospita ragazzi con handicap a Trinità ed il Centro per anziani Giovanni Paolo II di Cussanio. Un laboratorio che coinvolge i ragazzi, suddivisi in vari gruppi, per quattro giorni alla settimana, ma anche educatori e volontari, impegnando in totale una quarantina di allievi. Prove di canto, lezioni con gli strumenti, stesura dei testi e registrazioni; proprio come nel più classico e moderno dei conservatori, dove metodo ed intuizione si fondono per dare vita alla forma d'arte più bella, la musica.
Nella scuola il direttore Marco Biaritz, insieme ad una decina di altri insegnanti, ha sviluppato una pratica di insegnamento della musicalità basata non soltanto sul mero apprendimento del canto e dei suoni strumentali, ma anche sulla condivisione, l'ascolto e l'interazione con persone portatrici di handicap. Nato come esperimento, il laboratorio musicale ha preso vigore e sta portando risultati davvero inaspettati: si è infatti inciso Una nota in più, disco che trae il titolo dal nome del progetto portato avanti in questo anno e mezzo. È la concretizzazione di tutte le lezioni svolte alla scuola ed il coronamento degli sforzi fatti. Inoltre il disco è anche il veicolo migliore per portare questa esperienza all' esterno, fare in modo che diventi un momento di socializzazione con le persone ed il mondo che circonda questi ragazzi. Uno strumento che permette di oltrepassare tutti i confini e far conoscere alla gente il valore di chi ha una nota in più.

«Mi è venuta la pelle d'oca»

A fine serata strofina le mani Marco Biaritz, quando ci sediamo al tavolo mi accoglie con un sorriso a trentadue denti, che lascia trasparire tutta la soddisfazione che si porta dentro. Non riesce a credere che sia andata tanto bene, che i suoi ragazzi abbiano ammaliato il pubblico come delle vere star. Stringe le mani a chiunque gli si avvicina e si gode i complimenti per l'opera dei suoi allievi, con lo stesso orgoglio di un allenatore che vede la propria squadra vincere il campionato. In effetti il concerto è stato davvero sbalorditivo, il locale è rimasto pieno tutta la serata; non solo, la gente sorrideva, batteva le mani, tambureggiava con le dita sui tavoli seguendo il ritmo della musica. Certo qualcuno -li ho potuti contare sulle dita - ha lasciato il tavolo borbottando dopo la prima canzone, ma anche questo ha dato significato all'iniziativa: chi è rimasto seduto ad ascoltare lo ha fatto non per compassione ma perché era un vero show. «Davvero una splendida serata - commenta Biaritz- tutti hanno dato il meglio di sé, pubblico compreso. Soprattutto, i ragazzi sono riusciti a tirare fuori la musica, che poi è quello che vogliamo fare alla Scala del Re, non tanto nozionismo musicale quanto vedere ciò che
c'è dentro le persone e stimolarlo. Valorizziamo ognuno dandogli importanza, indipendentemente dalle capacità, fosse anche suonare sempre gli stessi due accordi sulla tastiera».

Ci raggiunge Teo, il proprietario del Le Baladin, anche CD Una Nota in Piului sorridente e vistosamente commosso: «Ho pianto tutto il concerto, io poi sono uno davvero sensibile e vi giuro che questa è un' esperienza da far venire la pelle d'oca». Gli chiedo come possa essergli venuto in mente di ospitare un'iniziativa del genere, che per molti poteva risultare una vera pazzia. «Sostengo la Scala del Re da quando è nata - spiega - anche perché sono convinto che tutti abbiano il diritto di imparare il linguaggio della musica, che davvero è universale. Va oltre tutte le barriere, superando le difficoltà e gli handicap più gravi, e stasera ne abbiamo avuto la dimostrazione. Quando mi è stata proposta questa cosa, non ho potuto fare a meno di dare tutto il mio appoggio; alla fine sono i ragazzi ad aiutare noi regalandoci le emozioni più grandi».
E davvero hanno regalato emozioni, lasciando tutti a bocca aperta, con la semplicità e la trasparenza dei sorrisi, e con quella luce negli occhi che ti prende e non ti lascia più. Gironzolo ancora un po' tra la gente, in mezzo ai tavoli dove il via vai è frenetico. Mi raggiunge Michelangelo che è un po' il leader del gruppo, nonché solista principale nel disco. È molto espansivo e trasmette una grande positività. «Mi sono molto divertito stasera - dice -. È stato davvero bello
cantare davanti a tanta gente. Potevo sentire gli applausi e vedere le facce sorridenti; sono sicuro che abbiamo fatto un'ottima figura!». Mi abbraccia forte sorridendo e io rimango davvero frastornato, sono rigido con le braccia tese lungo il corpo e con dipinto in faccia quell'imbarazzo che solitamente mi arrossisce il volto; non sono abituato a tanta espressività. Abbiamo perso l'abitudine a lasciar trasparire e trasmettere i nostri senti menti, come se fossero una debolezza, mentre questi ragazzi sembrano conservare intatta la grande qualità di veicolare le emozioni. Eccolo forse il segreto del successo di questa serata, di questo progetto e di questo disco. Ha dato voce a chi ancora sa far commuovere, chi ancora sa far sorridere e trasmette un' emozione, quell' emozione che tanto cerchiamo e che non ci accorgiamo brilli nello sguardo di chi consideriamo matto.

Disco Una Nota in Piu